sabato 4 febbraio 2012
Corso: Introduzione all'Esercizio Terapeutico Conoscitivo
L'Associazione Culturale Progetto Riabilitazione presenta per i propri Soci un corso informativo di tre giorni per far conoscere a quanti si vogliano avvicinare alla Riabilitazione Neurocognitiva il modello teorico sul quale si appoggia il nostro lavoro.
Verrà presentato infatti l'Esercizio Terapeutico Conoscitivo per far in modo che terapisti, studenti, insegnanti o genitori/parenti di pazienti possano comprendere di cosa si tratti, e perchè sia necessario operare talune scelte riabilitative piuttosto che altre alla luce del modello teorico di riferimento.
In questi tre giorni verrà presentato l'approccio Neurocognitivo alla riabilitazione, il modo di osservare il paziente in ottica sistemica nel rispetto della soggettività, e la necessità di cercare di comprendere la "persona" più che la patologia al fine di ottenere un recupero qualitativo.
Il corso ha lo scopo di permettere a quanti si vogliano avvicinare a questo tipo di approccio, di "dare un'occhiata" nella complessità dell'Uomo con un primo approccio aperto a tutti.
I terapisti potranno approcciarsi al mondo della Riabilitazione Neurocognitiva, gli studenti potranno orientarsi sulle future scelte professionali, i parenti o i genitori dei bambini potranno effettuare una scelta consapevole per quanto riguarda il percorso riabilitativo.
Sarà aperto anche uno spazio alle domande dei partecipanti.
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martedì 29 novembre 2011
La lesione del nervo periferico
Le lesioni dei nervi periferici sono piuttosto frequenti e possono avere cause di diversa natura. Fra le più comuni troviamo le cause traumatiche.
Una lesione del nervo periferico può comportare sia problemi motori che di sensibilità.
Una interruzione della continuità del nervo infatti, non consente all'impulso elettrico di arrivare al muscolo in maniera da determinarne una contrazione. Un altro fenomeno che si verifica e che riguarda il muscolo è l'ipotono, ovvero viene a perdersi quella minima contrazione di base sempre presente, importante anche per mantenere una stabilità articolare.
In merito al versante sensoriale, i segnali provenienti dai recettori periferici (recettori della cute, delle articolazioni, dei muscoli) potrebbero non arrivare al cervello o essere interpretati in maniera alterata.
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sabato 12 novembre 2011
Perchè non solo la contrazione del muscolo?
La contrazione muscolare è
solo un anello di una lunga catena di processi è non è l’unico problema conseguente ad una
lesione sia essa a carico del cervello che di nervi periferici o di strutture
ossee, muscolari e tendinee.
È uso comune pensare che si
debba recuperare sempre la forza muscolare dopo una qualsiasi lesione. Proviamo
a fare qualche esempio.
I pazienti con lesione al
cervelletto possono presentare un tremore cosiddetto “intenzionale”, che
compare nel momento in cui vanno a muoversi.
Oppure alcuni pazienti con
lesione all’emisfero di sinistra possono presentare dei disturbi definiti
aprassici e ad esempio non riescono a “selezionare” le giuste parti del corpo
per fare un gesto apparendo così goffi, oppure non riescono ad eseguire un
gesto dietro comando verbale, o ancora non riescono a raggiungere ed afferrare
un oggetto per l’incapacità di trasformare le informazioni visive in
informazioni relative al proprio corpo (trasformazione visivo-somestesica).
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Il dolore neuropatico
Molto spesso i pazienti si
rivolgono al terapista perché nessuna cura medica è stata utile per ridurre il
loro dolore. Probabilmente stiamo parlando di quel dolore definito
“neuropatico” che non ha origine da una stimolazione diretta del recettore dolorifico
(come ad esempio per un trauma) né da una indiretta (come nel caso ad esempio di
un edema conseguente ad un intervento chirurgico o ad un processo
infiammatorio). Pensiamo a quei pazienti che hanno avuto una lesione al
cervello, o al midollo, oppure ad un nervo periferico (anche in seguito ad
un’ernia del disco ad esempio). Come mai hanno dolore? Quelle menzionate non
sono parti del nostro corpo dotate di recettori per il dolore!
Cerchiamo di spiegarne
l’origine. Attraverso diverse modalità informative (le “sensibilità” per
intenderci), il nostro cervello ci fa organizzare il movimento e si crea una rappresentazione del nostro corpo.
Tali modalità informative sono coerenti fra loro e quindi, ad esempio, se siamo
in piedi, lo vediamo grazie alla vista, lo percepiamo grazie alla sensibilità
tattile e pressoria dei nostri piedi, lo capiamo dalle informazioni provenienti
dal nostro vestibolo …
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L’ Esercizio Terapeutico Conoscitivo
È un approccio riabilitativo che si basa sulla
Teoria Neurocognitiva della riabilitazione.
In gergo comune è conosciuto anche come metodo
Perfetti ed è un approccio riabilitativo che muove i primi passi dallo studio
per il recupero del paziente neuroleso ma che, alla luce dei suoi principi
teorici di base, non esclude un intervento anche sul paziente con lesioni di
tipo ortopedico.
L'ETC, rifacendosi al concetto di "scienza romantica" di cui parlava il neurofisiologo russo A.R. Lurija, tenta di osservare, analizzare
e
studiare il paziente andando al di là della sua visione più “classica”
di un
semplice caso clinico, cercando di considerarlo nella sua soggettività,
in contrapposizione a quella fredda, arida osservazione ed
identificazione di un individuo con la sua patologia.
Il
paziente quindi, è visto come un soggetto afflitto da una malattia, con
una sua storia personale ed una esperienza soggettiva.
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martedì 8 novembre 2011
I Principi della Teoria Neurocognitiva
La Teoria Neurocognitiva ritiene che l’entità ed il livello qualitativo del
recupero, sia spontaneo che guidato dall’intervento riabilitativo, siano
determinati dal tipo di processi cognitivi che vengono attivati e dalla
modalità della loro attivazione.
Che cosa sono i processi
cognitivi? Sono quei processi, frutto dell’attività delle cellule del nostro
Sistema Nervoso, che permettono all’uomo di mettersi in rapporto con il mondo
esterno, di elaborare informazioni relative a questa interazione, di
raccogliere le esperienze effettuate, di utilizzarle in altre occasioni, di
modificare le caratteristiche di interazioni successive e di farne oggetto di
comunicazione.
I processi cognitivi sono
l’Attenzione, la Memoria, il Linguaggio, la Percezione, l’Immagine, la Visione,
l’Esperienza, il Problem Solving.
È proprio dall’organizzazione
dei Processi Cognitivi che emerge il Movimento.
Per raggiungere un bicchiere su un tavolo, ad esempio, abbiamo bisogno: di avere l'intenzione di andarlo a prendere, di vederlo, di riconoscere che quell’oggetto di quella forma e caratteristiche è un bicchiere, di localizzarlo nello spazio e rispetto a noi, di sentire come sta messo il nostro braccio e qual è la posizione della nostra mano, di rappresentarci (anche se in maniera non cosciente) il gesto che dovremo andare a fare, per poi infine organizzare il reclutamento muscolare più adeguato per effettuare il gesto di raggiungere e afferrare il nostro bicchiere. Il movimento, quindi, non è solo forza muscolare e per questo il suo recupero non può essere legato al solo recupero della forza!
Per raggiungere un bicchiere su un tavolo, ad esempio, abbiamo bisogno: di avere l'intenzione di andarlo a prendere, di vederlo, di riconoscere che quell’oggetto di quella forma e caratteristiche è un bicchiere, di localizzarlo nello spazio e rispetto a noi, di sentire come sta messo il nostro braccio e qual è la posizione della nostra mano, di rappresentarci (anche se in maniera non cosciente) il gesto che dovremo andare a fare, per poi infine organizzare il reclutamento muscolare più adeguato per effettuare il gesto di raggiungere e afferrare il nostro bicchiere. Il movimento, quindi, non è solo forza muscolare e per questo il suo recupero non può essere legato al solo recupero della forza!
Se consideriamo l’uomo non
come la somma di più pezzi, ma come l’integrazione di diversi “elementi” di un
Sistema che in base alla loro organizzazione fanno emergere una funzione con
caratteristiche specifiche per l’organismo (pensiamo alla respirazione, o alla
suzione nel bambino ad esempio…), il movimento allora sarà qualcosa che emerge
dall’organizzazione degli elementi del Sistema: le ossa, i muscoli, il
cervello, i recettori … Capirete bene
come una alterata organizzazione di uno o più elementi possa far emergere un
movimento alterato.
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Chi Sono
Mi chiamo Stefano De Paolis, sono Dottore in
Fisioterapia e Dott.Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della
Riabilitazione.
Sono docente nel corso di Laurea di Primo Livello in Fisioterapia presso l’Università Tor Vergata di Roma, presso la quale insegno “Principi di Riabilitazione Neurocognitiva”.
Sono Segretario dell’Associazione Culturale Progetto Riabilitazione di Roma (diretta dal Dott. Stefano Gusella) che da diversi anni promuove attività formative inerenti l’Esercizio Terapeutico Conoscitivo.
Da più di 15 anni sono studioso di Riabilitazione Neurocognitiva, con all’attivo diverse pubblicazioni di articoli per la rivista Riabilitazione Neurocognitiva e partecipazioni a convegni del settore.
Mi occupo del trattamento di patologie neurologiche
ed ortopediche mediante l’Esercizio Terapeutico Conoscitivo (ETC), meglio
conosciuto come “metodo Perfetti”.
Per contatti e consulenze riabilitative:
- 3398140801
- ste.depa@virgilio.it
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